Benvenuto nel portale dell'Ufficio Turistico dell'Unione dei Comuni della Presolana

clicca per ritornare alla modalità grafica



clicca per un aiuto alla navigazione per consultare l'elenco completo delle access key


HOME » DA VEDERE | ROVETTA | Casa Museo Fantoni

Casa Museo Fantoni

Casa Museo Fantoni

Via Andrea Fantoni, 1 Rovetta
tel: 0346/73523
www.fondazionefantoni.it

E' l'antica casa bottega dei Fantoni, intagliatori, scultori e architetti (secc. XV-XIX).
Nella cornice degli ambienti di vita e di lavoro ancora conservati, sono presentate al pubblico opere e testimonianze storico-artistiche della loro attività.

Apertura al pubblico:
Da luglio a settembre
ore 15.30 - 17.30 (lunedì chiuso)
(fuori orario su appuntamento solo per gruppi)
Maggio, giugno, ottobre e novembre
su appuntamento per gruppi (tel. 0346 73523)
Solo visite guidate (comprese nel biglietto di ingresso)
In luglio e agosto visite guidate anche a cura della pro loco di Rovetta (con prenotazione)


LA FONDAZIONE FANTONI
La Fondazione Fantoni è stata istituita nel 1968 dal dott. Giuseppe Fantoni come Ente giuridico di diritto privato. Ha come principali finalità la conservazione, lo studio e la promozione del patrimonio d'arte e di storia derivato dall'attività della bottega Fantoni di Rovetta. Oltre a questo impegno specifico, di carattere culturale ed educativo, si propone come centro di ricerca storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale. In queste attività si finanzia con i redditi derivati dai beni elargiti dal fondatore e grazie a lasciti, donazioni e contributi da parte di enti pubblici e di privati.


IL MUSEO FANTONI
Il patrimonio artistico della Fondazione Fantoni annovera migliaia di disegni e alcune centinaia tra opere in legno e in marmo e modelli in terracotta, legno e gesso. Tra i disegni e i modelli si contano esemplari elaborati dalle diverse generazioni dei mae- stri Fantoni tra il secolo XVI e il XVIII e pezzi confluiti nei repertori della bottega da altri ambiti artistici dell'Italia settentrionale. A queste collezioni si affianca un fondo, di prevalente interesse storico, costituito da un ricchissimo archivio di memorie, contratti di lavoro, epistolari e notizie sulle opere e sui processi di produzione. Le raccolte sono completate dai libri mastri riguardanti l'attività e la gestione economica della bottega, da una galleria di ritratti dei membri della famiglia, da una serie variamente datata di strumenti per la lavorazione del legno e da una collezione di pergamene risalenti ai secoli tra il XIV e il XVIII. Una selezione di questi esemplari è esposta negli antichi ambienti di vita e di lavoro della famiglia Fantoni e consente una vitale ricostruzione della cultura e dei metodi di produzione di una tipica bottega artistico-artigiana locale.
Altre opere degli scultori Fantoni di Rovetta, o ad essi attribuite, sono conservate nei musei di Bergamo (l' Accademia Carrara ne possiede una cospicua e pregevole raccolta), di Roma, di Milano, Clusone e Lovere.


CENNI STORICI SUI FANTONI INTAGLIATORI, SCULTORI E ARCHITETTI
Le prime notizie scritte che attestano la presenza a Rovetta della famiglia Fantoni risalgono al secolo XIV. A quella data si fa menzione di alcuni membri del casato dei Fantonum de Rascarolo de Roeta. Rascarolo è l'appellativo dialettale, ancora in uso, dell'attuale via Andrea Fantoni. Il cognome viene riportato nei documenti scritti dei secoli successivi nelle sue diverse declinazioni latine: Fantonus e De Fantonibus nel secolo XV, De Fantonis nel XVII e dal secolo XVIII si fissa nella forma pre- sente. A partire dall'epoca medioevale al cognome si accompagna spesso un soprannome personale o del singolo nucleo familiare o di più nuclei appartenenti alla stessa casata. Se ne contano una ventina, tutti datati, e fra questi il soprannome Berdegnana è l'unico rimasto in uso fino al secolo XVIII. L 'albero genealogico, per quanto è noto, parte con un Pagano, nato probabilmente intorno al 1270 e prosegue con cinque generazioni che hanno come capostipiti Alberto, Andrea, Zanni, Betino e Giovanni. Non si hanno notizie delle loro attività. Con Bertulino, nato intorno al 1385 e operante come intaiador e faber lignaminis, si incontrano le prime testimonianze del lavoro artigianale e artistico della famiglia, che si protrae con continuità e fortuna sino ai primi anni dello '800. A Bertulino la tradizione attribuisce le formelle lignee del fonte battesimale nella parrocchiale di Rovetta. Dal ceppo dei Fantoni di Rovetta si stacca un ramo, poco noto, stabilitosi in Valcamonica e, nel 1416, il ramo di Salò del Garda, dove il dottor Gerolamo istituisce il 4 febbraio 1566 la "Commissaria Fantoni", un'istituzione destinata ad elargire borse di studio a giovani meritevoli della riviera gardesana.Intorno al 1450 si stacca infine un ramo che prende dimora a Bedizzole, nella provincia di Brescia. A Rosciano, alle porte di Bergamo, operano,tra la fine del '400 e il '600, dei maestri Fantoni intagliatori e lapicidi, noti per l'attività svolta nel capoluogo. A Venezia si ha invece notizia dell'opera di Venturino Fantoni,che nel secolo XVI teneva bottega di scultura con i figli Giovanni, Bernardo e Jacopo detto Colonna e che operava nei principali cantieri religiosi della città.
Tornando al ceppo dei Fantoni di Rovetta, seguono a Bertulino sette generazioni di magistri a lignamine, che hanno come capostipiti Tonolì, Zenino, Giovanni, Grazioso, Donato, Andriano e Donato. Andriano (1563-1633) e il figlio Donato (1594-1664) raggiungono un'operosità e una ricchezza di repertorio tali da far ritenere ormai pienamente avviata una produzione di bottega. Ma è l'unico figlio di Donato, Grazioso il Vecchio (1630 -1693), l'artefice nel tardo '600 della decisiva affermazione artistica e produttiva della bottega, in cui lavorano stabilmente all'inizio del '700 almeno sette dei suoi dieci figli. L 'impresa familiare si distingue nelle realizzazioni di intaglio ligneo della prima sacrestia di Alzano, degli altari di Zone, della cantoria di Castione e del pulpito di Foresto Sparso e intanto acquista grande perizia nella lavorazione del marmo, ottenendo la definitiva consacrazione per fama e maestria artistica.
Tra i fratelli emerge ben presto la personalità e il talento artistico del primogenito Andrea (1659-1734), che assume il ruolo di capobottega alla morte del padre e guida il gruppo familiare nelle realizzazioni fondamentali per le sedi religiose di Bergamo, Alzano, Rovetta, Clusone, Foresto Sparso, Cerveno e Gandino. A questa produzione sacra, estesa alle principali località valligiane bergamasche e bresciane, si affiancano gli interventi di progettazione architettonica nei cantieri religiosi locali e l'esecuzione di arredi civili e di opere di devozione privata per facoltose famiglie lombarde. Nella gestione della bottega di Rovetta succede ad Andrea il fratello Giovan Bettino (1672-1750), affiancato dai fratelli e dal nipote Grazioso (1713-1798). In questa fase vengono eseguite importanti commissioni a Sovere, Ranzanico, Ome, Onore, Vezza d'Oglio, Sorisole e Songavazzo. Nel 1750, morto Giovan Bettino, s'instaura una gestione comunitaria tra suo figlio Francesco Donato (1726-1787) e il nipote Grazioso il Giovane (1713-1798), attivi nelle impegnative realizzazioni di Ardesio, di Oneta e di Cerveno. L 'ultima fase di lavoro della bottega si compie con Donato Andrea (1764-1817), figlio di Grazioso,che dopo un soggiorno di studio a Roma (1766-1770) tenta, senza riuscirvi, il rilancio della bottega nei cantieri bresciani, veneziani e milanesi, aperti al clima del neoclassicismo nascente. Le sue realizzazioni principali si attuano a Capriolo, Gandino, Ardesio e Rovetta. Alla morte di Donato Andrea è Luigi (1789-1874), suo figlio primogenito, ad ereditare il patrimonio d'arte di famiglia. Personalità intraprendente ed eclettica, Luigi alterna alla professione di avvocato l'attività di editore, di saggista, di poeta e di prosatore.
Appassionato bibliofilo, costituisce una biblioteca ricchissima, in cui si ricorda la presenza della Summa contra Gentiles, autografo di S. Tommaso d' Aquino e dei manoscritti di Luigi Mascheroni. Nel 1820 apre una tipografia nella casa di Rovetta e da alle stampe una Divina Commedia secondo il Codice Vaticano 3199,ritrovato e trascritto a Parigi. Della stessa opera esce quasi contemporaneamente un'edizione tirata con inchiostri e su carta colorati. A queste seguono numerose altre pubblicazioni, tra le quali ricordiamo le Memorie sopra gli spettacoli, i giochi e i divertimenti del 1859, dove Luigi sostiene l'opportunità di "rifare le gare atletiche come al tempo dei Greci.", anticipando di oltre un trentennio il progetto delle moderne Olimpiadi promosso da De Coubertin. A Luigi va ascritto infine lo studio sistematico e la collezione delle opere della bottega Fantoni, il primo allestimento del museo di famiglia e un progetto, non attuato, di istituzionalizzazione della "Raccolta di Scultura e di Intaglio" da lui organizzata. Al suo lungimirante impegno dobbiamo l'atteggiamento delle generazioni successive,che ha condotto alla conservazione e ora all'istituzione e all'apertura al pubblico di un corpus di testimonianze storiche e artistiche davvero rare per qualità e completezza.


casa fantoni

 


 

ultima modifica: progetti_turismopresolana  22/11/2013
Risultato
  • 3
(1393 valutazioni)


UFFICIO TURISTICO DELLA PRESOLANA Indirizzo:  Via Vittorio Veneto 3/d 24020 Rovetta - BG
Tel:  0346/72220  - Fax:  0346/76561  - Mail:  ufficioturistico@unionepresolana.bg.it 
Portale internet realizzato 
da Progetti di Impresa Srl  © 2013